Pillola #2 – Il coraggio di Alice Coachman

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Pillola #2 - Il coraggio di Alice Coachman
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Alice Coachman, quinta di dieci figli, definita “maschiaccio”, viene inizialmente scoraggiata a fare sport, soprattutto dal padre, che teme per la sua sicurezza in quanto donna e afroamericana, in una società ancora nel pieno della segregazione razziale. Alice vince nella sua carriera 25 campionati nazionali tra cui 10 titoli consecutivi nel salto in alto tra il 1939 e il 1948. Durante i primi anni della sua carriera sportiva le Olimpiadi sono sospese a causa della Seconda Guerra Mondiale, ma nel 1948 ha la sua grande occasione. È la 14esima Olimpiade moderna a Londra ed Alice, nonostante soffra di problemi alla schiena e abbia da poco superato i 25 anni di età, vince la medaglia d’oro e stabilisce il record olimpico nel salto in alto davanti a 83000 persone, con 1.68 m, record imbattuto per 8 anni. È la prima atleta afroamericana a vincere una medaglia alle Olimpiadi. Si batterà per tutta la sua vita contro le discriminazioni razziali e per aiutare giovani atleti ed ex sportivi in difficoltà finanziarie.